Che mondo sarebbe senza Nutella?
L’idiozia (anche geneticamente) è trasmissibile, l’intelligenza no. La libertà di parola è il modo che la società ha di spalmare l’imbecillità. Accendo la televisone e vedo un trogliodita che parla in romanesco e occupa una suite principesca con una ranocchietta mora accanto. Cambio canale e cucuzza (o cocuzza? Comunque la maiuscola non se la merita) che chiede ad una donna alla quale hanno appena massacrato il figlio: “signora, soffre molto?”.
Ora, il pensiero, per quanto abbietto e basso non lo si può controllare, nè arginare, ma la sua manifestazione sonora (o visiva) si. E lo si dovrebbe fare. Cosa ha creato di buono questa libertà? Il fatto che io (assieme ad un altro milione di perditempo) possiamo scrivere queste stronzate liberamente? Il fatto che qualunque cazzata mi passi per la mente (in qualunque ora del giorno o della notte) possa venire da me espressa ad alta voce, e se ho la “fortuna” d’incontrare la troupe di studio aperto mentre verbalizzo gli ultimi 15 minuti di telegiornale non me li toglie nessuno.
Basta con questo squallore. Direte voi: non guardare la TV. Diro io: non è questo il problema. I sedicenni di oggi parlano come la mia generazione parlava quando aveva 7 anni. Ma a me alla fine non me ne frega niente. Sto studiando per nichilista.




un mondo senza piaceri… risposta concentrata in poche e profonde parole!