Sanremo città violenta.
Sono uno dei pochi (pochissimi a quanto sembra) che quest’anno, come da quattro anni a questa parte del resto, ha guardato il Festival di Sanremo. Sono quattro anni che mi pongo questa domanda: Chi cerca la bella musica cosa lo guarda a fare Sanremo? Si sa che lì, per questioni commerciali e di selezione la bella musica non può arrivare, o meglio, ogni tanto una bella canzone ci può anche stare, ma nel complesso si parla di boiate, conzonucole arrangiate benissimo dalla brava orchestra sanremese. La domanda seguente, figlia naturale della prima allora è: “Cosa spinge a guardare la kermesse ligure?” Personalmente mi piace la professionalità del prodotto, la sua pacatezza, il senso di ovattata irrealtà, in sintesi Sanremo mi rilassa. E credo che rilassi buona parte dei suoi spettatori. Ma come spiegare la debacle dell’ultima edizione, che per inciso a me è parsa la migliore degli ultimi tempi? Che il pubblico di oggi sia troppo avezzo al “pressappochismo” alla ottusità non costruita, tristemente naturale delle scimmie che gorgheggiano cazzate dall’lcd (preso a rate)? . Forse anche Pippo è diventato troppo sofisticato (la fine del mondo si avvicina a grandi falcate) e Chiambretti (dicono) lo sia sempre stato (sic!). Le “vallette parlanti”, anche loro sono state criticate da più parti, cosa si pretenda da una valletta non so visto che ciò che si vede in gro sulla tv: delle meretrici decerebrate. Mentre queste perlomeno sembrano animate da un soffio (giusto un soffio) di coscienza. E’ facile sparare su Sanremo, troppo. Ma si sa, ormai i giornalisti hanno le palle solo per andare contro questo.




Sinceramente..non riesco a capire quale sia la discriminante che lo abbia reso peggiore rispetto agli altri anni. A me è sembrato nel complesso lo stesso caro Festival; 5 serate, valletta mora-bionda, canzonette e Pippo.
Niente di diverso, se non per una maggiore sobrietà, che a parer mio non ha guastato affatto.
Punti di vista.
CIAO